mercoledì 11 maggio 2011

Crisi - dibattito

Ringrazio chi ci segue e ci manda e-mail o posta dei commenti. Non sempre riusciamo a rispondere, ma in questo caso particolare, dato che è un argomento che mi stimola molto e mi fa riflettere ci tengo a copiare la risposta di Darko e proverò anche a rispondere (vi rimando anche ai commenti nell'apposito spazio).

Darko Romanov ha detto...

scusa eh.. ma devo prioprio chiederti: cosa stai dicendo?? Riguardo al down shifting condivido in pieno quello che dici
ma la triste realtà è che la crisi non ci sta portando a lavorare di meno, ma a non lavorare affatto.
Mia mamma ha un negozio e non è che con la crisi tiene aperto 6 ore invece che 8 e le atre due ore le passa a raccogliere
margherite nei prati, purtroppo deve invece fare i conti tutti i giorni con un incasso che diminuisce giorno dopo giorno
ma con l'affitto del locale che rimane invariato, il mutuo della casa rimane invariato, le tasse rimangono.... in crescita!

Il punto è che, nonostante molte persone sarebbero ben liete di dedicare un po' meno tempo al lavoro per guadagnare preziose
ore di tempo libero, l'impianto economico nel qual siamo tutti ormai innestati, volenti o nolenti, rimane sempre quello, pertanto
lavorare di meno oggi giorno significa vivere nell'angoscia di un futuro incerto e di un presente difficilissimo.

Quando dici "che le banche falliscano" mi chiedo se hai idea di quello che dici, se trovi giusto che io paghi per tutta la vita
un affitto per arricchire uno sconosciuto o se invece ho diritto anch'io ad avere un mutuo per acquistare casa mia, che un giorno
lascerò ai miei figli, se è giusto che un'impresa vada in fallimento perchè non riesce ad ottenere i fondi per gli investimenti.
Ti suonerà capitalista ma le banche hanno, ed è sempre stato così, un importante ruolo sociale.

Infine mi spiace deluderti ma questa clisi non blocca nessun capitalismo sfrenato, tant'è che a Wall Street hanno già ricominciato
a girare hedge fund e altri titoli tossici, esattamente come fino a 2 anni fa. Nonostante la crisi i grandi e ricchi gruppi industriali,
economici e finanziari continuano a mangiare piccol e medie imprese concorrenti.

Questa crisi è stata un momento di riflessione durato un paio d'anni, ma è già terminato.

Provo a rispondere, solo con pensieri un po' brain storming più che con chissà quali teoremi.

Ciao Darko, chiedo scusa perché non volevo essere offensiva. So bene che la crisi porta con se tantissime tragedie. Persone che faticano ad arrivare alla fine del mese. Padri di famiglia in cassa integrazione o licenziati. Donne neolaureate come Ikka (vedi commenti) che è un miracolo se trovano lavoro dato che sono a rischio gravidanza. Paura del diverso, l'immigrato che ti porta via lavoro... "già che il paese è messo male almeno che ste bocche da sfamare se ne stessero a casa loro". Meno soldi=meno diritti per i minori, per i disabili, per homeless, per servizi ai cittadini in generale.
Anche sulle banche, io conosco la "teoria" - il valore sociale di cui parli tu. Credo che originariamente ci fosse il valore sociale. e che possa tornare ad esserci. Io ho TOT soldi che non uso. Li metto lì e magari possono servire a finanziare un progetto. Però oggi i progetti delle banche (tralasciando pochi e rari casi) sono per finanziare le industrie della guerra o altre schifezze. Se io che sono una povera cretina chiedo un mutuo o un prestito, mi fanno mille storie, i miei devono ipotecare la casa o garantire per me. Se non ho un lavoro, addio che ti amavo. Se dovessi riuscire farò una gran fatica a ripagarmi il debito e dovrò lavorare per 50 anni.
Quindi, qual è oggi il valore sociale delle banche? Hanno ancora senso per come sono fatte e gestite? non sono solo un altro modo per alimentare la crisi e rubare soldi alla gente? e i soldi, hanno ancora senso? o è meglio passare a buoni di scambio come gli scec?


Io so che se si ragiona sul presente e sul sistema per come è (e come dici tu, in cui siamo innestati, per tradurre con parole mie, "in cui siamo nella merda fino al collo") i miei ragionamenti suonano da pazza lunatica. ma io vorrei un mondo diverso, che esca completamente da queste logiche. Sì, niente banche, o nuove banche con nuove regole; riforme delle amministrazioni e dei servizi (delle scuole, degli sportelli per immigrati, delle case famiglia per minori, della sanità); lotta agli sprechi; razionalizzazione dei trasporti (sia pubblici che privati). Riforma del lavoro (alcuni spunti sul Cambiamento - vi invito a leggere chi ha detto tante cose interessanti meglio di me): lo so che oggi si lavora uguale e si guadagna meno (con l'aggravante che i debiti, affitti, mutui, ecc ecc rimangono uguali o crescono) ma siamo noi che dobbiamo cambiare. Vuol dire che certi lavori non vanno più bene. O che ce ne sono troppi (invento: troppe parrucchiere nello stesso quartiere, troppi pizzaioli, troppi insegnanti). E allora significa che la domanda e l'offerta non sono in equilibrio e bisogna ripensare ai propri ruoli, ai propri orari, alle competenze, ...

Non ho una soluzione. Ma così non andrà. La crisi non è durata due anni e ora basta. La crisi c'è, continuerà ad esserci. Sono troppe le assurdità e noi uomini (tutti) siamo un po' stupidi e stiamo ancora in questi circuiti, incapaci di venirne fuori, immersi come siamo fino al collo. Con le nostre preoccupazioni quotidiane, con la classe politica che eleggiamo, ....

Dobbiamo uscirne con idee creative, uscendo dall'isolamento e riscoprendo l'associazionismo, le cooperative, il co-housing, lo scambio di informazioni e di bisogni e aiuti, la diffusione di buone prassi, ... senza impelagarmi ulteriormente: il sistema non funziona e non sta tornando a funzionare. Dobbiamo cambiarlo (e se non lo facciamo ci arriverà da solo con la forza). POSSIAMO cambiarlo, partendo da noi stessi, dalla nostra spesa (andare a comprare è come andare a votare), dai nostri interessi...

Boh, spero di non averti fatto ancora più arrabbiare! Comunque grazie! Ciao Daria

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh ma allora diventamo vittime del sociale:
cooperative cohousing car sharing.
Cazzo ! voglio una casa mia in cui non ci sia nessun spaccamaroni in mezzo solo perchè non posso permettermelo.
Provati ancora a pensare in una casa pur grande con mami e papi e sorella e nonna e nonno con relativi famiglie