lunedì 9 maggio 2011

Ancora qualche commento sulla crisi economica

Soffia ancora ben caldo il vento della crisi economica... ma chi segue questo, ma soprattutto altri blog, sa bene che dovremo farci l'abitudine. A 2 anni e mezzo dall'inizio della crisi (30 settembre 2008 per chi non lo ricordasse) le aziende non hanno recuperato ancora i fatturati pre-crisi... Soprattutto non hanno assolutamente recuperato margini di guadagno e visto che dovremmo essere un'economia capitalistica... in questo momento il capitale investito si ripaga proprio pochino!

Guardando fuori dalla finestra però sembra andare tutto bene, ma è poi così?
1) Il prezzo del petrolio è a quota 100 $ (per ora potrebbe oscillare su questa soglia prima di impazzire di nuovo) visto che a 100 $ si ripagano gli investimenti in nuove strutture produttive.
2) Le banche fanno finta di essere messe bene... secondo me truccando i conti, ma è evidente che qualcosa non va... i tassi stanno aumentando consistentemente nonostante l'euribor sia quasi fermo, così come tutte le spese bancarie.
3) Le gli stati stanno fallendo l'uno dopo l'altro... in effetti non falliscono, di norma vengono salvati, ma in realtà appare manifesta l'impossibilità di ripagare il debito.
4) Più in generale vi è una generalizzata difficoltà a pagare gli impegni futuri. Stati, banche, imprese, persone....

Quindi?

Quindi questa società ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, sia come tasso di consumo delle risorse ma anche come capacità di fare fronte ai propri eccessi consumistici... indebitando finanziariamente le generazioni future che già nascono con dei debiti a cui non potranno fare fronte. E allora che cosa accadrà?

Non lo so!

So che non vorrei avere debiti perché sono un'arma di ricatto nei miei confronti.
So che l'energia costerà di più in futuro.
So che non vi sarà più lavoro per tutti, me compreso.
So che aumenterà il costo del cibo.

... so che mi adatterò a quello che accadrà così come lo faranno anche gli altri... o così oppure si dovrà tornare in piazza a lottare duramente per avere un'Alternativa.

2 commenti:

Darko Romanov ha detto...

Scusa ma di che tassi parli quando dici: "i tassi stanno aumentando consistentemente nonostante l'euribor sia quasi fermo, così come tutte le spese bancarie."

Se l'euribor è quasi fermo (cresce lentamente in realtà) e i tassi BCE sono fermi da un anno e mezzo (per non parlare di quelli della FED!!) allora di che tassi parli?

"Le gli stati stanno fallendo l'uno dopo l'altro": esagerato!! Sta fallendo la Grecia, mentre Portogallo e Irlanda hanno ricevuto aiuti dalla BCE, 3 stati in difficoltà, da qui a dire che tutti gli stati stanno fallendo è puro allarmismo grilliano.

"Quindi questa società ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, sia come tasso di consumo delle risorse ma anche come capacità di fare fronte ai propri eccessi consumistici... indebitando finanziariamente le generazioni future che già nascono con dei debiti a cui non potranno fare fronte." e su questo ti dò perfettamente ragione.

Marco ha detto...

Hai ragione Darko, non mi sono spiegato bene...

Nonostante l'euribor sia quasi fermo (è salito di solo 0,50% in un anno) e la BCE abbia aumentato solo dello 0,25%...

... da marzo le banche faticano a raccogliere liquidità a basso costo (le obbligazioni che emettono sono sembpre più alte e pertanto anche i loro impieghi devono aumentare... quindi oltre all'aumento di 0,50% (circa) dell'Euribor stanno aumentando gli spread sui finanziamenti consistentemente. Non solo. L'entrata in vigore di basilea 2 rende sempre più stringenti i rating aziendali e le banche non riescono più a derogare dai tassi proposti per la categoria di rating. Succede quindi che gli spread sono saliti da una media per la clientela buona di circa l'1%-1,5% a spread non inferiori al 2% ma spesso con punte del 3-4%. Alcune banche alla richiesta di finanziamento rispondono che non sono interessate a fare impieghi a lungo termine!!!

Dico: una banca non è interessata a fare finanziamenti? Allora cosa fa?

Per quanto riguarda gli stati... Islanda, Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia... mi risparmio per ignoranza i paesi dell'Est ma vorrei sottolineare che anche USA e Giappone hanno debiti veramente enormi.

Il default di uno stato, come spesso anche di una banca, è una questione di "mancanza di fiducia nelle capacità di onorare i debiti". Secondo me ad oggi non vi è la possibilità di onorare i debiti da parte di moltissimi stati nonché di moltissime banche.

Quindi perché il sistema non salta?

Perché chi ha il credito non ci guadagna nulla a dichiarare l'insolvenza del debitore...

Per lavoro mi occupo di credito alle imprese... e mi pare di notare che le banche oggi vogliano rientrare solo da chi è a rischio ma che ha la possibilità di rientrare... con chi non ha più possibilità sono degli agnellini.

Se andassi in banca dicendo non ho più un euro e non sono in grado di pagare più nulla mi direbbero: "si sieda... parliamone... "

Faccio sempre per esagerazioni... ma i fondi che sono stati stanziati dagli stati sono altro debito che si accollano.... non è non fallire, è avere qualcuno che si indebita al posto mio...