Nell'introduzione a questo libro, Francesco Gesualdi, Centro Nuovo Modello di Sviluppo (www.cnms.it), suggerisce che per cambiare l'economia bisogna partire dai comportamenti personali.Spesso si tratta di iniziative molto semplici ma di grande portata: bevendo l'acqua del rubinetto, usando detergenti fatti in casa o ecologici, andando in bicicletta, coltivando la nostra insalata, preparando le nostre marmellate, risparmiamo petrolio per i trasporti, produciamo meno anidride carbonica, evitiamo gli imballaggi, produciamo meno rifiuti.
L'economia del fai da te che riducendo la dipendenza dal denaro libera dalla schiavitù del lavoro dipendente.
Questo opuscolo di altra economia fa emergere il concetto di sobrietà creativa: ovvero saper costruire da sè beni necessari e allo stesso tempo non comprare mali superflui. Riappropriarsi della saggezza del saper fare.
Coltivare l'indipendenza e l'autogestione, diventare produttrici e produttori smettendo di essere passivi consumatrici e consumatori. La sobrietà creativa non è rinchiudersi nel proprio orticello. E' una delle varie strade che si possono percorrere per sganciarsi da un sistema che sta crollando prima di trovarci travolti. E' un modo per aumentare la nostra resilienza (che è la capacità di un sistema di adattarsi e sopravvivere a eventi esterni anche di tipo fortemente traumatico. Più il sistema è resiliente più grande è il trauma che riesce a superare senza degenerare.).
55 pagine, 2 euro: anche se sei scettico ne vale davvero la pena!
Consiglio anche Il balcone dell'indipendenza














Nessun commento:
Posta un commento