venerdì 30 maggio 2008

Verso la fine del petrolio con ottimismo...

Vi segnalo Crisis e Petrolio per chi vuole tenersi aggiornato sulla fine del petrolio...

Sintetizzo nuovamente per chi ha poco tempo di informarsi.

La domanda di energia aumenta con l'aumentare della popolazione mondiale, del "benessere", in un sistema come il nostro che adora consumare... soprattutto fonti non rinnovabili (costa meno utilizzare ciò che la natura ha creato in milioni, o miliardi di anni, piuttosto che preoccuparsi di ricreare per il futuro).

Bene oggi ci troviamo di fronte al picco del petrolio, ne abbiamo usato quasi la metà, ma quello che rimane fa un po' schifo, costa, non ci sono raffinerie adatte a renderlo utilizzabile e, pare, non ci siano investitori che intendono creare delle raffinerie quando non si sa bene quanto possano durare... 10, 20 o 40 anni?

Chi ce l'ha vorrà tenerselo... e allora si apre il dibattito sul modo di creare energia. Rinnovabili, nucleare, geotermico... ecc.
In natura di energia ce ne n'è in abbondanza. Il problema non è l'energia, ma è come creare i sistemi per renderla disponibile quando serve ed in modo economicamente sostenibile. Questa è la grande sfida, fatta di investimenti... ma gli investimenti, come ormai dovremmo sapere, sono sempre molto difficili perché occorre programmare il futuro. Compito non facile, occorre immaginazione, prospettive di vita... ma siamo estremamente disabituati... casa e auto sono gli unici investimenti che la popolazione capisce. Entrambi si stanno trasformando sempre più in consumo (durata sempre più limitata e sostituzione con ancora vita residua).

Siamo veteroconsumisti.
Fare e disfare. Nessuna prospettiva. Non piantiamo alberi perché ci vuole troppo perché crescano... abbiamo sempre fretta. Il tempo è denaro. E il denaro cos'è? Sappiamo che non da la feicità, ma aiuta. E' il nostro investimento sul presente, sul futuro... non si sa mai... accumulo carta che potrà servire quando sarò vecchio... Accumulo carta? Che potrà essere utile quando sarò vecchio?
C'è qualcosa che non va in me. Accumulo per avere il diritto di vivere nel futuro? E' si. Proprio così. Se non c'è denaro non c'è diritto. E' insito nel concetto del capitalismo e della proprietà privata.
Ma se il denaro venisse meno? Chessò, per una crisi?... Chi avrà il diritto di vivere? Finora la storia insegna il più forte... che di solito equivale al meglio armato. Ma sono pacifista, mica potrò investire in armi... quindi devo investire per evitare la crisi... e come si evita la crisi? Investendo in sistemi per produrre energia. E' l'unica soluzione logica. Ed è pure un investimento che mi potrebbe garantire la sopravvivenza futura (certo... oltre l'ortogiardino).

Il secondo grande investimento è in capitale umano. Conoscenza, amicizie, saper fare e saper condividere: vivere scambiandosi emozioni. Non costa denaro.
Mi viene in mente il dilemma del prigioniero. Molto noto a tutti gli studenti di economia e fondamento dell'individualismo. Estremamente poco azzeccato in caso di comunità coese. Ma non si deve dire. Non si deve dire che spostare un lettino in due è più facile che farlo da soli. Non si deve chiedere aiuto. Bisogna essere autosufficienti perché in un mondo individualista... l'altruismo non paga. "L'altruismo non paga"? ... questa frase è il sintomo che l'individualismo è stato inculcato. Altruismo e pagare sono due concetti diversi. Confonderli è una strategia. La strategia è legata al denaro. Al capitale.
Bene, oggi lancio il capitalismo umano. Sono tanto più ricco quanto più riesco ad essere altruista. Vorrei pure circondami di altri capitalisti. In modo da vivere in una élite di ricchi di capitale umano. A questo punto tornerei sul dilemma del prigioniero. Teoria dei giochi. Mi piace giocare, costa nulla, si sta con persone a cui piace giocare. Sebbene tutti abbiano voglia di vincere c'è un presupposto per giocare... sapere che non lo puoi fare da solo. Quindi nel gioco devi accettare che altri possano vincere... ma poi... in fondo in fondo... il bello è non sapere chi vincerà.
Spesso in economia vengono studiati i giochi a somma zero. Uno vince gli altri perdono. Questo è il dilemma delle risorse scarse. Se la risorsa è mia, non è tua. Ma non tutto è così. Nella socialità il gioco è più bello perché se io ho 10 amici e tu sei mio amico... tu hai 8 amici in più. A cosa serve il capitale umano? Serve a dare la felicità. Ma vé, proprio quello che non da il denaro... L'uomo è un animale sociale... tanti anni di veteroconsumismo e di individualismo non hanno spezzato l'atavica necessità di socialità... solo e triste. Triste e solo. Quante volte abbiamo sentito queste due parole insieme. Perché più si invecchia, più si ha paura? E' stato sempre così? Io non credo. Credo che l'individualismo abbia creato il triste e solo. E più si ha paura più si rimane soli... scelgo come amici solo le persone di cui mi fido... scelgo come amici solo quelli che hanno tempo per me... ho qualche caro amico che non sento da un po'... non frequento tante persone perché ho altro da fare, ma se avessi bisogno ci sarebbero... se proprio avessi bisogno nel futuro ho messo i soldi da parte e pago una badante.

Se qualcuno non ha capito il concetto gli butto li l'idea per fare soldi a palate nel prossimo futuro: amicizie a pagamento.

Per tutti gli altri: investire in capitale umano. Attenti: costa costa capitale umano e rende capitale umano. Occorre un po' abituarsi a ragionare diversamente.

9 commenti:

Cirano ha detto...

Parliamo di blog e di ottimismo: da qualche tempo sto seguendo il vostro blog e quello si sembraincredibile, oltre a diversi altri intelligenti e stimolanti. I commenti sono pochissimi, eppure spunti ce ne sarebbero! A fronte di ciò voi fate professione di incrollabile ottimismo sul cambiamento. Senza offesa io sarei più cauto, anche l'idea di incontrarci, non male in se, che vi ha visto dare una splendida disponibilità incondizionata, non mi sembra attragga folle oceaniche.
Mi viene in mente la pubblicità di Tonino Guerra "L'ottimismo è il profumo della vita". Non è che da quelle parti c'è qualcosa nell'acqua? Un abbraccio.

Daria & Marco ha detto...

Ciao Cirano, è vero che sprizziamo ottimismo quando in realtà ci sarebbe da stare ben poco allegri... io e Daria ci sentiamo molto fortunati perché con molta calma e serenità stiamo cercando di fare un percorso verso quello che potrà essere il nostro futuro nei prossimi 30/40(?) anni. Quello che dici è vero. Siamo 4 gatti. Ma non importa. Quando Jacopo Fo lancia un'iniziativa dal suo blog rispondono in 4 alla volta. Certo altri riescono ad aggregare delle masse... ma noi, con lavoro metodico cambiamo il modo di pensare. Il contagio è lento ma c'è. Quando a qualcuno viene in mente una bella cosa poi vedi pian piano espandersi a macchia d'olio l'idea.

Faccio un esempio: per il manuale dei detersivi bioallegri il lavoro è stato di un gruppetto piccolissimo (con l'enorme disponibilità di Elle) gente normale... ora viene utilizzato da migliaia di persone. Ha cambiato la mente di un sacco di persone. Che oggi puliscono con acqua e aceto.

L'idea è condividere nuovi pensieri. Io tra l'altro ho la folle idea che esista nel mondo una sorta di telepatia...

Per quanto riguarda i commenti non è fondamentale avere 2000 commenti che non legge più nessuno. Per me un blog ha una dimensione di un centinaio di persone che leggono ed ogni tanto lasciano commenti. Ed è bello perché si crea un dialogo. Anche tra estranei come noi... poi magari ci si vede e si capitalizza umanità.

Io sono contento perché tramite i GAS, Jacopo, il blog, e le varie iniziative (anche fattorie aperte) ho trovato un mondo che non ha voce ma tanta voglia di cambiare in meglio. E questa voglia è mooolto più forte del denaro... quindi tranquillo, se non vinciamo almeno ci saremo andati vicino. ;-)

Cirano ha detto...

Torno ora dall'allenamento di basket e mi ha fatto piacere leggervi. Continuate così, col le vele gonfie d'entusiasmo, vi seguo con interesse.
:-)

sembraincredibile ha detto...

Marco non so se hai letto "La ferita dell'altro" di Luigino Bruni, se non lo conosci te lo consiglio è un'analisi molto lucida del valore dell'economia relazionale come alternativa al sistema attuale (insomma sembra scritto per sostenere questo tuo post).

Cirano a me sinceramente interessa incontrare quelle 4 o 5 persone interessanti che ho iniziato a conoscere dai commenti sul mio blog.

Le folle oceaniche non si radunano con i blog (che non sono nemmeno strumenti adatti a gestirle). Ma il valore che possono avere nella tua vita anche solo 2 o 3 persone che ti sono affini è a mio parere inestimabile.

Anche qui siamo vittime di quello che il sistema ci dice sia il successo, però è ora di smettere di dare ascolto a un sistema che è un colabrodo e di concentrarsi su un'altra visione del mondo.

Quindi vieni a provare la nostra acqua che magari ti si scatena un po' di ottimismo pure a te.

Anonimo ha detto...

Io penso che ci siano milioni di persone che in un modo o nell'altro sappiano che questo modello di vita è destinato a scomparire. Penso anche che non si sia ancora delineato il modello sostitutivo ed in questo molti si sentano spaesati e confusi.

Non mi pare neanche che ci sia spazio per un "profeta" che catalizzi il sentire comune e possa offrire soluzioni condivise da tutti.

A questo punto in mancanza di una possibilità di accordo collettivo di massa l'unica scelta che rimane è creare dei piccoli circoli virtuosi che sperimentino nuovi modelli di vita. Non è detto che abbiano successo... (http://sembraincredibile.blogspot.com/2008/02/limportanza-di-fallire.html)
Però se tanti gruppi sperimentano almeno uno avrà successo... e poi gli altri seguiranno, come un tam tam, le pratiche migliori si diffondono e creano il nuovo modello. Con un po' di ottimismo dovrebbe essere meglio di quello attuale... e comunque perché non provare?

M.

Cirano ha detto...

Non credo che sia questione di ottimismo né di folle oceaniche, ma della dimensione dell'interesse. Mi sarei aspettato un maggiore interesse per la proposta del blog degli imballaggi.
E' interessante, confezionata bene, su un argomento che tocca tutti, che non possiamo sentire come nostro, eppure non mi sembra che si sia raggiunto quel minimo di "massa critica" perchè possa funzionare.
Quanto alla questione dell'acqua, chissà, quando chiudete il dibattito su luogo e data fatemelo sapere. Se posso vengo, altrimenti mi mandate una bottiglietta di "minerale".

Anonimo ha detto...

Cirano ha ragione nel dire che ci sono pochi commenti, ma vedo che in questo post abbiamo avuto un miglioramento. Non commento perchè sapete quanto sono in accordo con quanto detto........e sapete che non sono così ottimista come voi. Sarà l'età???? Cmq continuerà a far pubblicità al blog cadrianense/granarolense. Baci.

andyfuzz

Andrzej ha detto...

Capito per la prima volta nel vostro blog e leggendo l'ultimo post mi sono veramente incuriosito: bello il tema che trattate, bello soprattutto il modo...Complimenti!!!
Tra i tanti spunti di riflessione che date ce n'è che ultimamente sento essere veramente forte: la vita di fretta che ognuno di noi ha, sembra non esserci più tempo per far nulla, per aiutare, per incontrare, per una chiacchierata, per fare del bene...Il pessimismo la fa da padrone in ogni aspetto delle nostre vite, e spesso, pur non volendolo, ci facciamo prendere da ciò senza neanche accorgercene.
Penso che sia proprio la fretta a far perdere di vista il "capitale umano" che ognuno ha o può avere a disposizione...E proprio questa che genera individualismi, egoismi e per la maggior parte delle volte croniche solitudini alle quali si cerca rimedio nelle farmacie e non più in un prato domenicale con la famiglia e gli amici.

Per quanto riguarda i blog ritengo che il successo o meno ( sempre che debba esserci) non possa essere legato al numero dei commenti o dei visitatori, perchè anche quello è figlio di una mentalità, statistiche e sondaggi d'opinione, che altro non sono se non numeri per "darsi" successo, per "dare" visibilità repentina: in fondo basta saper scegliere l'argomento e anche mille potrebbero commentare...Ma è il modo per avere tutto e subito, è la fretta che ci "aggroviglia" l'esistenza...Mentre guardare lontano, saper progettare, essere creativi...Beh necessitano di tempo, di impegno, di cura...Ma lo vedo l'unico modo per guardare al domani con fiducia, ottimismo e speranza.
Ancora complimenti!!!
Potrei linkarvi?
Un saluto
Andrzej
quovadisblog.ilcannocchiale.it

Daria & Marco ha detto...

Caro Andrzej, grazie per il tuo commento. In effetti questo blog è nato un po' per caso, senza uno scopo, solo come "diario pubblico" tramite cui Marco ed io stiamo cercando di raccontare agli amici e a chi fosse interessato la nostra esperienza degli ultimi due o tre anni... rinunciare alla TV, imparare a fare i saponi in casa, comprare biologico, vedere di più gli amici, giocare, costruirci e restaurare i mobili, andare a vivere in campagna e iniziare a fare l'orto... insomma tutto un divenire non programmato ma piuttosto autogenerato. Quindi sì, direi proprio che i numeri non contano. Infatti i nostri numeri non potrebbero neanche contare... come d'altra parte il mio voto elettorale... ma questo non è importante. L'importante è dialogare, farsi conoscere e conoscere altre persone e altre idee. L'importante è essere aperti, anche alle critiche, ai suggerimenti, ai complimenti, e alle proposte altrui. Sono d'accordo con te... ormai la gente non vive più in comunità, se si sente sola spesso prende un medicinale e non riesce a farsi coinvolgere a partecipare a una serata in ludoteca o altrove.
Se vuoi linkarci grazie, e se vuoi continuare a leggere i nostri pensieri extraterrestri-ultraterrestri sei il benvenuto! Daria